Uso terapeutico della cannabis per le patologie cutanee

L’uso terapeutico della cannabis, già utilizzata per il trattamento della nausea, del dolore e delle infiammazioni, mostra le sue potenzialità anche nella cura di patologie cutane come la psoriasi e le dermatiti.

Ricercatori americani, hanno osservato che l’utilizzo di tetraidrocannabinolo (THC), il composto psicoattivo della cannabis, porta ad un miglioramento, avvolte notevole, di alcune malattie della pelle e tra queste i migliori risultati si osservano nel prurito, nella psoriasi e nella dermatite atopica e da contatto. Per quanto riguarda la riduzione del prurito, in oltre il 30% di pazienti trattati con una crema a base di cannabinoidi due volte al giorno per tre settimane si è visto la scomparsa del sintomo e questo in relazione a all’effetto anti-infiammatorio del THC.

Un’altra importante patologia cutanea che può beneficiare della terapia con cannabinoidi è la psoriasi, malattia autoimmune e genetica che può essere innescata da vari fattori come il freddo, i farmaci, le infezioni, i traumi, lo stress fisico e psicologico. La psoriasi può inoltre aumentare il rischio di artrite psoriasica, linfomi, depressione, malattie cardiovascolari e morbo di Crohn. Fino ad un 30% delle persone affette da psoriasi manifestano l’artrite psoriasica.

La psoriasi non è contagiosa e, per il momento, non è curabile, tuttavia esistono vari trattamenti che possono controllare efficacemente i suoi sintomi. Quando si manifesta una psoriasi, le cellule della pelle tendono a venire sostituite ogni 3-5 giorni, anziché ogni 25-30 giorni. Questa crescita accelerata ed eccessiva deteramina la comparsa di lesioni cutanee caratterizzare da chiazze rosse e desquamate in una determinata zona o su tutto il corpo, accompagnate più o meno da prurito.

In questo caso l’uso di CBD e THC (eprobabilmente di molti altri cannabinoidi)in forma di olii o balsami, possono ridurre le infiammazioni e rallentare la crescita delle cellule della pelle che ricordiamo nella psoriasi avviene in forma accelerata.
Il ruolo principale del sistema endocannabinoide sembra essere quello di contribuire al controllo del bilancio, della proliferazione, della differenziazione, della tolleranza e della morte delle cellule. Di conseguenza, lo stesso discorso vale anche per le cellule della pelle e per i problemi dermatologici.

Quindi il sistema endocannabinoide svolge un ruolo importante nella fisiologia della pelle.
Il nostro corpo produce un endocannabinoide chiamato anandamide che regola l’attività dei geni durante la differenziazione cutanea, mentre i fitocannabinoidi, cannabidiolo (CBD) e cannabigerolo (CBG), possono controllare sia la proliferazione che la differenziazione cellulare.
Ricerche recenti, hanno infatti dimostrato che i cannabinoidi possono aiutare a prevenire la morte delle cellule della pelle, inibendo lo sviluppo di nuove cellule attive. Da ciò si deduce che gli estratti di Cannabis potrebbero essere estremamente efficaci nei trattamenti contro le malattie anche gravi della cute.
Ricordiamoci che il vero potenziale terapeutico dei cannabinoidi è stato solo in parte riconosciuto e, oggi, nessuno è in grado di applicare tutti i risultati di laboratorio e le esperienze dei pazienti in un ambito clinico.

Va ricordato inoltre che la totale mancanza di effetti collaterali del CBD rende questo cannabinoide una sostanza fitoterapica perfetta. L’olio di CBD ha diverse proprietà antinfiammatorie e anti-proliferative che possono agire efficacemente contro i sintomi di diverse malattie della pelle ma anche altri prodotti topici come balsami, creme, pomate o infusi a base di CBD, THC o una combinazione di più cannabinoidi, possono dare notevoli benefici.